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Basilica di Trani

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Edificata in onore di San Nicola Pellegrino, la costruzione fu iniziata nel 1099, anno della canonizzazione del Santo, e venne portata a termine nel 1143 senza l'ardito campanile. 

Costruita in pianta a croce latina, è divisa in tre navate da colonne binate; sulla navata centrale si affacciano i matronei attraverso quattordici artistiche trifore. La navata centrale ed il transetto sono coperti da capriate a vista, mentre le due navate laterali hanno volte a crociera. 

Tutto l'insieme ispira un senso di maestosità e di grandezza, accentuate dall'arco trionfale che sovrasta l'accesso al transetto ed alle altissime absidi. Nella zona presbiterale sono presenti resti di un mosaico appartenente al XII secolo, facente parte forse della prima pavimentazione musiva, firmato dal prete Pantaleone. 

La cripta trasversale, intitolata a San Nicola Pellegrino, è stata progettata nel XII e ultimata nel 1142; è costituita da 42 crociere sostenute da 28 colonne in marmo greco, sormontate da capitelli realizzati con la stessa pietra.

Il 25 aprile 2002 la Basilica Cattedrale di Trani è stata proclamata dall'UNESCO "Monumento messaggero di una cultura di pace".

Castello Svevo di Trani

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Il castello di Trani è uno dei più begli esempi di fortificazioni fatte erigere in Puglia da Federico II di Svevia. La costruzione, fondata sulla linea di costa del mare Adriatico, fu iniziata nell'anno 1233 e completata, presumibilmente, nel 1249, secondo il progetto di Filippo Cinadro gran conestabile e ingegnere militare dell'imperatore, e a cura di Stefano di Romoaldo Carabarese.

Nel 1259 vi si tennero le nozze tra Manfredi, figlio di Federico II, ed Elena Comneno, figlia di Michele II Re dell'Epiro. Nei primi anni del 1500, a causa dell'affermarsi di nuove armi da sparo, il castello subì notevoli cambiamenti con demolizioni e costruzioni di nuove parti, tra le quali spicca il bastione lanceolato situato sul versante ovest. 
Dal 1586 al 1677 fu sede della Sacra Regia Udienza, organo giudiziario, amministrativo e politico della Terra di Bari. A partire dal 1832 subì una serie di lavori per la trasformazione in carcere centrale provinciale, aperto nel 1844; mantenne questa funzione fino al 1974 e nel 1976 venne consegnato alla Soprintendenza ai beni ambientali e artistici della Puglia. Venne successivamente sottoposto a lavori di restauri a partire dal 1979 ed è stato aperto al pubblico il 5 giugno 1988.

Villa Comunale di Trani

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La villa comunale di Trani rappresenta uno dei più affascinanti giardini sul mare presenti in Europa, che si estende su un terrazzamento delle antiche mura in riva al mare. È piantumata a lecci, pini marittimi e palme ed è abbellita con aiuole, fontanelle e viali. Venne realizzata nel 1823 dopo la donazione del terreno da parte della famiglia Antonacci. È opportuna una pausa nella Villa, se non altro per godere del panorama che spazia dalla Cattedrale alla penisola di Colonna. In essa sono ubicati il monumento ai Caduti realizzato dallo scultore tranese Antonio Bassi, un cannone risalente all'ultima guerra che testimonia gli eventi bellici sofferti dalla Città, nonché la raccolta di sei colonne miliari della via Traiana e, a far scena di sè, la bella cassa armonica che accoglie bande musicali. Dall'estremità sinistra della Villa si accede al fortino, destinato a difesa dell'ingresso al porto; da qui si ammira tutta l'insenatura del porto su cui si affaccia la città e si distingue con molta facilità la Cattedrale, le tre absidi della chiesa di Ognissanti ed il retro della chiesa di Santa Teresa. Trattasi del fortino di Sant'Antuono che ingloba l'omonima chiesa costruita nel XII secolo, visto che i primi documenti che la citano risalgono al 1131. Sconsacrata già dal 1478 per adibirla a depositi vari, presenta forma basilicale.

Castel del Monte

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Il 29 gennaio 1240, l'imperatore Federico II firma un decreto diretto a Riccardo di Montefuscolo, giustiziere di Capitanata, in cui ordina di predisporre il materiale necessario alla costruzione di un castello situato presso la chiesa (oggi scomparsa) di Sancta Maria de Monte. 

All'epoca la sua costruzione doveva essere giunta già alle coperture, ed essere quindi vicina al completamento. Con gli interventi di re Manfredi promossi a partire dal 1277, viene rafforzata la funzione di avvistamento e controllo del territorio che già il castello svolgeva in età sveva: il segno e la funzione di Castel del Monte come elemento di un sistema di comunicazione anche visiva vengono dunque confermati e potenziati.

Negli anni successivi il castello rimase per lo più adibito a carcere. Nel 1495 vi soggiornò Ferdinando d'Aragona, prima di essere incoronato re delle due Sicilie a Barletta. Annesso al ducato di Andria, appartenne a Consalvo da Cordova e, dal 1552, ai Carafa conti di Ruvo. Fu rifugio per molte nobili famiglie andriesi durante la pestilenza del 1656.

Fin dal secolo XVIII, rimasto incustodito, fu sistematicamente devastato, spogliato dei marmi e degli arredi, e divenne ricovero per pastori, briganti, profughi politici. Nel 1876, prima che sopravvenisse la definitiva rovina, ripresero i lavori di restauro con continuità e cautela scientifica, fino ad arrivare ai recentissimi ultimi interventi degli anni Ottanta.

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